AMARA RICOMPENSA
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Bitter Reward - Author: Corbin Slate - Fiction Rated: Rating: PG K+- General - Summary: Harry is injured by a fellow classmate- tradotto da Morgan e Cuccussétte - per i più piccoli occorre un adulto vicino - Generico - Harry viene colpito da un compagno. Qua l'Originale : http://www.fanfiction.net/s/1750639/1/
Per la prima volta da settimane Potter era di umore amabile mentre si affrettava verso la lezione di pozioni. Il più delle volte aveva temuto la lezione così come il Professore che la insegnava, ma oggi sembrava diverso. Oggi Harry avrebbe avuto l'opportunità di provare a Snape come non fosse un'altra testa di legno senza cervello.avrebbe provato che non solo era capace di eseguire istruzioni, ma davvero stava imparando.
Harry aveva finito i compiti assegnati due giorni prima, non perché i compiti fossero facili, ma poiché aveva passato quasi ogni momento libero lavorandoci su. Una settimana prima, quando Snape aveva dato alla classe la consegna che era apparsa piuttosto facile. Trovare tutti gli ingredienti necessari per distillare una pozione calmante usando le erbe disponibili nei terreni della scuola. C'era voluto più sforzo del previsto, ma l'aveva fatto. Tutti gli ingredienti per la sua pozione erano radunati al sicuro in una piccola scarsella nella tunica.
Una volta che Harry fu sceso nel sotterraneo, si mise a sedere ed estrasse la piccola scarsella dalla tasca. Cauto ne versò il contenuto sul tavolo e prese a organizzare le redici, le erbe e i fiori per trovarli subito quando più tardi li avrebbe dovuti distillare. Sorrise e rammentò come era stato difficile raccogliere radici di rosa canina, e quanto a lungo aveva dovuto cercare i terreni per il tipo adatto di camomilla, e una volta che l'aveva trovata, aveva dovuto cercare una pianta che davvero fosse in fiore. Dagli sguardi verso le facce dei compagni, loro non avevano avuto il successo che aveva avuto lui.
Nemmeno il gelo nella voce del Professor Snape poteva toccarlo quel giorno. La sua pozione era stata distillata alla perfezione e tutto pareva andare bene nel mondo degli stregoni. Snape s'era fermato brevemente a scrutarlo mentre lavorava, e sorprendentemente l'uomo pallido non aveva fatto commenti, solo un basso grugnito. A Harry parve quasi un rumore d'approvazione. Trionfante Harry versò un poco del suo lavoro in una piccola fiale e con attenzione la tappò. Dopo un momento di riflessione Harry tappò parecchie altre fiale proprio per essere certo che Snape valutasse almeno una delle sue pozioni.
Neville tremò in nervosa attesa. Era certo che quella volta aveva fatto qualcosa di giusto. Il Professor Snape non sarebbe stato capace di prendersi gioco di lui. Ammiccò mentre cauto versava un po' della pozione sua in una fiale. Cercò il tappo. Era lì un attimo prima. Dove poteva essere finito in così poco tempo? Non era da nessuna parte in vista. Inghiottì un morso di paura e sperò che il Professor Snape ne avesse uno di riserva alla cattedra.
Harry fu stupito per quanta pozione era rimasta nel suo calderone dopo che aveva riversato quello che gli pareva una buona dose nelle fiale per il Professor Snape. Harry si alzò, raccolse le pozioni nella mano per portarle alla cattedra di Snape per veire esaminate e valutate. Harry sentì Neville gemere di sorpresa proprio quando qualcosa lo colpì da dietro… duro. Guardò sorpreso i suoi occhiali volare via dalla faccia e finire sul banco con un tonfo. Poi ci fu un pericoloso sibilo dal suo calderone e un istante senza fine prima che questo gli esplodesse in faccia. Chiuse gli occhi e attese che il destino mettesse fine a quella che era stata una giornata piacevole.


Neville si era preoccupato di evitare i diversi ostacoli che cercavano di impedirgli di arrivare alla cattedra di Snape con la pozione intatta. Neville si fece da parte mentre all'improvviso Harry si alzò dal suo posto. Qualcosa rotolò sotto la sua scarpa e inciampò in avanti sbattendo su Potter con un grido allarmato. Ebbe abbastanza tempo per riconoscere che il tappo era in qualche modo finito sotto il piede. La pozione distillata con cura si versò in aria e cadde nel calderone di Harry. Neville guardò inorridito mentre il distillato ribolliva esplodendo e versandosi su Harry, coprendogli la faccia e le mani.
Harry urlò di dolore quando mani e viso presero a bruciare. Immediatamente lasciò cadere le fiale a terra e sollevò le mani in un gesto protettivo verso il viso, solo per scuoterle via quando la pelle bollì in risposta. Non poté neppure sollevarle per strofinare via quella roba dagli occhi senza spalmare ancora più impiastro sulla faccia. Il giovane cadde a terra con gli occhi stretti e chiusi e la bocca aperta in una smorfia di dolore atroce. Harry gridò più forte quando l'odore di capelli e pelle riarsa da roba chimica gli assalì le narici.
"Oh, no! Mi dispiace, Harry ! Non volevo..." Singhiozzò Neville mentre guardava Harry contorcersi sul pavimento per il dolore. Guardò attorno alla ricerca di qualcosa o qualcuno che potesse essere d'aiuto al suo amico, ma non poté pensare con lucidità al suono delle grida di Harry. Ansimò all'odore che ora proveniva da Harry, ma non riuscì a costringersi a guardare altrove.
Il Professor Snape agghiacciò appena sentì gli atroci suoni di dolore e il vetro che si infrangeva a terra. Guardò verso l'origine dei gemiti e sgranò gli occhi verso Neville. Ovvio che era stato lui. Non riusciva neppure a distillare una pozione calmante in modo corretto. Il ragazzo era un'assoluta minaccia alla salvezza degli stregoni. Con un grugnito di irritazione, si precipitò sulla vittima dell'inettitudine di Neville.
"Levati!" ringhiò Severus e senza complimenti spostò Neville dalla via per raggiungere Potter. Snape rapido controllò le condizioni del ragazzo e frugò tra le tuniche qualcosa in grado di neutralizzare le ustioni chimiche sulla pelle di Potter. Si spalmò una grossa quantità di unguento nero e viscido sulle dita pallide e si inginocchiò su Potter.
Harry, nonostante la reazione violenta della pelle, si stava afferrando il viso con mani ugualmente doloranti. Fece resistenza quando qualcosa cercò di togliere le mani dal viso. Snape trattenne il ragazzo in preda al panico meglio che poté e coprì le mani con l'impiastro. Potter gridò quando Snape cercò di spalmare la mistura sulle guance bruciate e sul mento. Harry cercò di proteggere il viso dal venire toccato, e scoprì che i polsi venivano trattenuti con attenzione al petto. Con delicatezza Snape coprì le palpebre di Harry con il balsamo e si assicurò di non aver scordato nessuna parte bruciata.
Gli urli che stringevano il cuore erano cessati, e Harry giaceva sul pavimento del sotterraneo gemendo per il dolore. Ancora impedendo a Harry di toccarsi la faccia, Snape diede un'occhiata a Neville. "Sei ferito?"
Neville scosse la testa mentre sentiva le lacrime scorrergli per la faccia.
"Ringrazia di non esserlo. La tua stupidità quasi è costata a Potter la sua faccia," esplose arrabbiato Snape. Abbassò lo sguardo su Potter, "Potter, ora ti porterò in Infermeria; tieni gli occhi chiusi, e non muovere le mani."
Harry sentì il gelo attraversargli il corpo all'improvviso. La faccia e le mani ancora facevano male, come se fosse stato spellato e bollito in alcool per frizioni. A malapena riconosceva che Snape gli stava parlando, ma sentì quando Snape cercò di sollevarlo dal pavimento e gridò in disperata protesta. Ogni passo affrettato che faceva Snape, faceva contorcere il corpo per il dolore.
Quando Snape depose Harry su un letto dell'infermeria, il ragazzo gridò mentre una mano casualmente sfiorava gli abiti di Snape. Non voleva che nessuno lo toccasse o lo guardasse. Voleva che lo lasciassero nella sua pelle malconcia, da solo. Anche le labbra erano maltrattate e ciò significava che non voleva bere niente.
Poppy si precipitò nella stanza con un carrello di utensili e un'aria preoccupata sulla faccia. Harry gridò e gridò mentre sia Poppy che Snape cercavano di applicare un altro balsamo per calmare le ferite. Snape dovette tenere le mani di Harry mentre Poppy spargeva una gelatina viola sui palmi e sulle dita. Quando provò a coprire la pelle ustionata con le bende, fu accolta da lamenti di dolore. La pelle coperta di vesciche era aperta a qualsiasi infezione, se lasciata senza protezione, così Potter venne bendato nonostante le sue proteste.
Alla fine lo lasciarono solo, con sia le mani che il viso erano avvolti da bende. Poppy lanciò un incantesimo per aiutarlo a dormire e velocizzare la guarigione; avrebbe controllato il ragazzo ogni ora. Sperava che non venissero cicatrici.
Snape rabbrividì mentre lavava via il balsamo e il sangue dalle mani. Si cambiò d'abito e andò nelle sue stanze per prendere qualcosa da bere.
Harry non passò mai un periodo così brutto all'infermeria. Seppe che quando Poppy tolse le bende dalla faccia per aiutarlo a mangiare, voleva dire che avrebbe messo ancora altra crema putrida sulla sua pelle prima di accecarlo di nuovo, cos' da poter togliere le bende dalle dita. Era una tortura, e la odiava. Nessuna quantità di bigliettini di amici o visite di Dumbledore potevano alleviare quelle sensazioni.
Poppy gli aveva spiegato come la sua faccia stesse guarendo assai più velocemente delle mano, e che quelle bende presto sarebbero state tolte, così che sarebbe stato capace di parlare invece che emettere rumori attutiti. Le mani, gli era stato detto, avrebbero richiesto maggiore pazienza.
Harry sospirò di sollievo quando Poppy tolse le sottili strisce di tessuto bianco dalla faccia, per l'ultima volta. Avrebbe potuto parlare invece che solo ascoltare. Non gli era permesso di tenere gli occhiali sulla pelle ancora così tenera, ma non gli importava molto. Harry sobbalzò quando una figura si avvicinò a lui a una certa distanza. Anche senza occhiali sapeva chi era. Snape.
"Ti senti meglio, spero?" disse Snape piano e si mise a sedere vicino al letto di Harry.
"Sì, signore," Harry ricordò come Snape fosse venuto al suo fianco svelto, e come erano estranei i rumori dei propri stessi lamenti. Harry guardò in basso mentre le dita si piegavano per una fitta di dolore. Per sua fortuna, le mani avevano ricevuto il grosso dell'impasto e la faccia era stata bruciata, ma non così gravemente.
"Sono riuscito a recuperare una delle tue fiale che non si è rotta quando l'hai lasciata cadere. La pozione dentro era intatta."
Harry quasi voleva sapere che voto avesse preso, ma una contrazione nella mano sinistra lo fece ammiccare.
"La sola altra persona ad aver fatto la pozione esatta è stata Hermione Granger, ma questo lo sapevi, vero, Potter ?"
Harry sorrise mentre guardava Snape allontanarsi. Poteva sentire Hermione e Ron incoraggiare un Neville libero da sensi di colpa, a farsi avanti e andarlo a trovare. Harry sospirò grato che almeno qualcosa quel giorno era andato bene.
FINE
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